martedì 17 febbraio 2009
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Bultagon Italia 12MB di spazio, web editor on line, upload tramite file manager, accessori vari, loro banner in alto nella pagina, interessante per il dominio www.tuonome.34x.com
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Tripod Lycos.it Una volta era un buon servizio, adesso è molto scarso per i frequenti disservizi e malfunzionamenti, in più non esiste l'assistenza e considerando che ha inserito una striscia pubblicitaria enorme sulla destra dello schermo in stile geocities... boh fate voi, ci sono un sacco di servizi migliori.
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Freeservers 12MB Web Space, 256 K File Size Limit, Email Forwarding, Faq Support, Sitebuilder Tool (No FTP), File Manager, Sponsor advertising in ogni pagina.
150.com 100 MB di spazio, 1200 MB di banda mensile (40 al giorno), Accesso tramite FTP, limite di file da caricare 1MB.
Bravenet 50 MB di spazio, 1,5 MB di banda mensile, web editor on line, accesso FTP, file manager, Banner pubblicitario in alto su tutte le pagine, tantissimi altri accessori come guestbook, directory, ecc. URL: tuonome.bravepages.com
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Altervista 100MB da poter ampliare fino all'infinito, 10GB di banda (ampliabile), accessori vari, niente pubblicità, completo, sicuramente il miglior posto italiano dove fare un sito.
Dreamwater 10MB Free Web Space (ampliabile)Free Guestbook ,Free Chat Board, Free Form Email, Free Web Page Builder, Free Web Page Templates, Free Clip Art, Search Engine Submission, Fast Server, Simple URL (http://dreamwater.com/yourname), Free subdomain(http://yourname.dreamwater.com), Unlimited Bandwidth, Unlimited Hits,No Annoying Pop-Up Banners ! Best of all, ITS ALL FREE FOR EVER !
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SpaceSports Spazio web illimitato, fino a 5 GB di banda al mese, supporta cgi-bin, PHP, MySQL database, help forum e supporto real-time via chat.
Freetuscany Freetuscany mette a disposizione di utenti registrati , spazio gratuito illimitato per la costruzione del proprio sito web. Con il loro sistema potrai costruire le tue pagine seguendo semplicemente le istruzioni on line.
TrafficAdvance Offre spazio web gratuito per i suoi associati, cioè chi utilizza i famosi dialer di TrafficAdvanced può anche prendersi lo spazio web.
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http://web.iitalia.com/ iITALIA vi offre il servizio iWEB, per hostare gratuitamente le pagine del vostro sito web personale sui loro server.Qualche secondo dopo l'iscrizione, mette a vostra disposizione uno spazio di 100 MB per le vostre pagine web, sul quale sarete l'unico ad avere un accesso securizzato con nome utente e password.Il vostro sito sarà imediatamente accessibile da un navigaore a un indirizzo(URL) del tipo : http://nomeutente.iitalia.com
■ Languaggio PHP & database MySQL 5.0iWEB mette a sua disposizione il linguaggio dinamico il più popolare con l'ultima versione della database MySQL.
■ Trasferimento FTP : invio e recupero delle paginePer trasferire le pagine sullo spazio, si hannop 2 possibilità :- utilizzare il loro software di aggiornamento on-line che necessita nessuno parametraggio,- utilizzare un software di trasferimento FTP
ottimo e gratis http://byethost.com/
domenica 8 febbraio 2009
Elenco di 19 siti in cui cercare foto da utilizzare gratis.
Quando si mette una foto nel blog in teoria dovremmo essere sicuri che non sia coperta da copyright, altrimenti non lo potremmo fare.
In alcuni casi le foto sono utilizzabili previa inserimento di un link alla fonte della stessa. Qui di seguito elencherò una serie di siti in cui cercare foto che corrispondono ad almeno una di queste peculiarità.
- PhotoRogue – immagini prese principalmente in Norvegia
- Stock.XCHNG – si autodefinisce leader delle immagini free
- Morgue File – foto in alta definizione da usare anche per scopi commerciali
- Finally Creative – prevalentemente immagini di natura
- Photl.com – forse il migliore, ha anche interfaccia italiana, circa 160.000 foto
- Unprofound – fotografi condividono online le proprie foto
- Stockvault – disegnatori e fotografi postano le loro opere
- Photogen – immagini di qualità
- Public Domain Photos – immagini di qualità e wallpapers
- Free Photos for public – interfaccia italiana nessuna restrizione
- Open Photos – utilizzo libero non commerciale, immagini di buona fattura
- Free Stock Photos – immagini suddivise in categorie
- 5000 Free Stock Photos – foto divise in categorie con evidenziata dimensione del file
- Public domain images – foto ad alta risoluzione anche per uso commerciale
- PD Photos – sito di foto suddiviso in categorie e con motore di ricerca. Ci sono molte foto suddivise per stati americani di provenienza
- Everystockphotos – previa iscrizione si possono taggare e commentare le foto
- Image *After – immagini e texture di libero utilizzo
- Nations Illustrated – immagini di paesaggi di tutto il mondo
- Pixelio.de – sito tedesco con quasi 300.000 foto di 148 categorie
siti di hosting gratuiti
Emule sta vivendo un momento di fiacca e anche i siti torrent non sono ricercati più come prima. Il p2p ha da tempo scoperto una nuova frontiera che piano piano sta prendendo il sopravvento, si tratta dei siti di hosting gratuiti. Sui server di RapidShare e dei suoi fratelli sono infatti stipati una quantità impressionante di TB di file di ogni genere. Video, audio, documenti, software sono lì a disposizione di tutti. L'unico problema è che non si conosce l'URL del video o del software che ci interessa. Ma ecco che d'incanto sono proliferati in rete dei motori di ricerca che previa immissione della parola chiave danno tutta una serie di link di file che le sono attinenti. Il servizio più utilizzato è appunto RapidShare che è quindi quello che ha la maggior parte di motori a disposizione. Dal 2 luglio è possibile scaricare fino a 10GB al giorno e coloro che non la raggiungono possono utilizzarli il giorno successivo. E' stato introdotto anche un limite di velocità per il download a 500Kb/sec, comunque notevole.
Da Raymond.cc/blog riporto un elenco di 101 motori di ricerca per RapidShare e simili
1. RapidShare1 - Motore per RapidShare
2. RapidShare Searcher - Motore per RapidShare
3. FileZ - Motore per rapidShare
4. LoadingVault - Ricerca in RapidShare
5. RapidOSearch -Motore di ricerca in RapidShare
6. Rapidoogle - Motore di ricerca in RapidShare Search Engine
7. HellaFiles - Ricerca in Rapidshare e Megaupload
8. RapidShare-Search-Engine - Cerca file inrapidshare
9. FileCrop - Trova file inRapidshare & Megaupload
10. ThuVienPHP - Motore di ricerca per RapidShare dal Vietnam
11. RapidZilla -Motore di ricerca per rapidshare.com
12. OplaHol - Ricerca tutti i tipi di file
13. FileSearch -Ricerche avanzate per Rapidshare
14. FileScoop -Motore di ricerca veloce
15. FilesBot - Motore di ricerca per file immagazzinati
16. SearchFiles.de - Motore di ricerca per utenti Premium
17. OneClickFiles - Cerca file su rapidshare, megaupload, ecc
18. SearchShared - Cerca File su Server
19. FilesTube -Motore di ricerca diretto
20. Rapidfox - Motore di ricerca per RapidShare
21. ShareMiner -Cerca file su Rapidshare, Megaupload, SendSpace, ZShare
22. ShareDigger - Motore di ricerca per file
23. Share4VN -Scarica tutto quello di cui hai bisogno!
24. JuSearch - Ricerca sui File Hosting
25. Avun - Ricerca sui File Hosting
26. FilesHunt - Motore di ricerca per Rapidshare
27. MEGAPID - Motore di ricerca uficiale per RapidShare
28. TotMe! - Motore di ricerca per Rapidshare
29. FileSearch - Motore di ricerca per Rapidshare e megaupload
30. MegaDownload - Motore di ricerca per Megaupload e Rapidshare
31. RapidLibrary - Motore di ricerca per RapidShare
32. RapidAll - Cerca download da Rapidshare e altri Web Host
33. RapidSearch.CA - Motore di ricerca per RapidShare
34. Gappon - Ricerca su Rapidshare, megaupload, mediafire
35. Search4File - Cerca file free su RapidShare, Youtube e altri
36. NewRapidHunter - La via più facile per i file di rapidshare
37. LoadEvery - Più che una ricerca!
38. FileField - Cerca i download dei file
39. Leecha - Prendilo mentre è caldo!
40. RapidShareIndex - Motore di ricerca per Rapidshare
41. RapidRat - Motore di ricerca per RapidShare
42. RSDown - Cerca i link in Rapidshare
43. Search.jrfreelancer.com - Cerca file
44. Sharech - Cerca file sui migliori server
45. RapidBurner - Motore di ricerca per RapidShare
46. RapidshareDATA - RapidShare Search Engine
47. Search Rapidshare and Megaupload Ricerca su RapidShare e Megaupload
48. SharingEngines - Ricerca su torrent, rapidshare, megaupload, emule
49. QuickSearch - Trova i files da i link su RapidShare
50. Funfail - Cerca File
51. InfoBind RapidSearch - Cerca link
52. 4Chan - RapidShares
53. MegaTao - Motore di ricerca RSS per RapidShare
54. RapidExplorer - Motore di ricerca per RapidShare Megaupload
55. Busca-RapidShare - Buscador de Rapidshare - Motore di ricerca su RapidShare
56. DownloadList - Motore di ricerca su RapidShare
57. rsSearch - Motore di ricerca su Rapidshare
58. Rapidor - Motore di ricerca su RapidShare
59. RapidSearch.in - Cerca links su Rapidshare
60. UVRX - Cerca su Internet
61. BioScience - Cerca file condivisi
62. ShowIP - Motore di ricerca per RapidShare
63. Rapidshare Meta search engine - Metamotore di ricerca per RapidShare
64. Rapidwolf - Motore di ricerca per RapidShare
65. FindAnyLinks - Trova link su RapidShare e altri siti hosting
66. RSFilez - Motore di ricerca per RapidShare
67. Jwagal - Cerca su RapidShare
68. Search Rapid Share . net - Motore di ricerca su RapidShare
69. RapidSearchLinks - La via più facile per condividere file
70. Megaxo - Cerca su RapidShare, Cerca su MegaUpload
71. DDL Search - Motore di ricerca su Rapidshare
72. RapidSurfing - Motore di ricerca su RapidShare
73. Rapidsharelink - Motore di ricerca su Rapidshare
74. JamesWatt - Cerca su RapidShare e Megaupload
75. RapidLinks - Trovate i vostri link rapidamente
76. FreeXFile - Motore di ricerca per RapidShare
77. 890m Cerca link su rapidshare
78. RapidZero - Motore di ricerca su Rapidshare
79. DiggRapidShare - Cerca i tuoi file su RapidShare
80. EliteSearch - Motore di ricerca link diretto
81. SharingRapid - Ricerca su rapidshare megaupload e altri
82. 5iles - Il miglior motoredi ricerca
83. INetList.com - Motore di ricerca per RapidShare
84. Search-File - Cerca file
85. PakAdTrader - Ricerca rapida
86. Shared File Searcher - Cerca file condivisi
87. LiveThunder Files - Ricerca file
88. ShareMinerScript - Il mio costruttore di domande
89. Medianet - Motore di ricerca per RapidShare
90. RapidShareFinder - Trova su RapidShare
91. FNETS - Cerca file su Rapidshare
92. ShareYard Search - Motore di ricerca per RapidShare
93. HuHiHo - Ricercatore universale di file
94. goinFiles - Cerca file
95. Yourfile.US - Cerca file
96. GoFileZ File Search Engine - Motore di ricerca per file
97. RSFind - Cerca file su RapidShare
98. RapidSeek - Search Shared Files
99. Rapid2Share - Motore di ricerca su RapidShare
100. RapidMe - Software di ricerca su RapidShare "Search Engine Software"
101. RapidSeek .NET Pro 2007 - Scova links ai file su RapidShare
giovedì 25 dicembre 2008
Eredità della cucina Etrusca
Penso che questo concetto possa essere ancora dilatato: è l’insieme di abitudini alimentari, il più possibile diffuse e codificate da comuni regole e procedure, risultato di tradizioni, tecniche, usi e costumi, presenti in un determinato periodo ed in una determinata area socio-culturale.
E’ il modo di nutrirsi, che diventa identificazione in un sistema culturale, dove la struttura economico-sociale, le radici etniche, il clima, i fattori filosofici e religiosi, gli stili di vita gli accadimenti storici e le contaminazioni culturali diventano ingredienti e testimoni dell’affermarsi di una “Cucina”. Essa è per sua natura, quindi, un elemento dinamico.
Per questo, mi è sempre sembrato quanto meno temerario parlare di cucina Etrusca , senza correre il rischio di dire supponenti sciocchezze. Di fronte però all’assenza di fonti documentali probanti, penso si possa osare “per analogie” una serie di ipotesi su una cultura culinaria dei Rasenna. D’altra parte un popolo che non ha lasciato ai posteri una traccia certa che possa descrivere la propria cultura, oltre che la propria storia, non lascia alternative. Dovremo cercare di arrivare ad una parziale conoscenza per vie traverse e cercheremo di farlo con cautela, direi con sospettoso coraggio, tentando di ricostruire, dove necessario, una linea di continuità tra quanto sappiamo del passato e quanto può essere transitato in culture gastronomiche a noi più vicine.
Per questo, preferisco parlare di “eredità della cucina Etrusca”, cercando di individuare tracce su cui tentare ipotesi interpretative. Il compito, fatta questa premessa, mi pare più abbordabile.
Esiste, infatti, un terreno di indagine che poggia su una serie di dati oggettivamente fruibili, risultanti da quanto autori romani e greci riportano al riguardo; e questo è già un punto di partenza.
Quanto essi tramandano, circa i costumi etruschi, se da una parte soddisfa un certo desiderio di “gossip” a carico dei costumi dei Tirreni, dall’altra dà buona ragione delle differenze nell’intendere la vita nelle sue varie espressioni, ivi compresa la cucina. Così il moralismo di maniera dei romani intendeva mettere in cattiva luce il diverso stile di vita, che gli etruschi esprimevano.
“Gli etruschi si fanno apparecchiare due volte al giorno una tavola sontuosa con tutto ciò che contribuisce ad una vita delicata, preparare le coperte da letto ricamate a fiori, disporre una quantità di vasellame d’argento, serviti da un numero considerevole di servi.” Così scriveva a riguardo, con una punta di raccapriccio e malcelato fastidio, Poseidonio.
Abbiamo inoltre il legittimo sospetto che quanto i Romani attribuiscono alla propria cucina più antica (dalla Monarchia, all’intero periodo repubblicano), abbia in realtà molto a che vedere con la coeva etrusca. A questo riguardo, è del tutto evidente sia il processo di assimilazione degli stili di vita che Roma subì nel corso del regno degli ultimi Re, sia il ruolo di polo di attrazione che il mondo etrusco rappresentò per la Città Eterna.
Ma c’è di più. Autori romani, anche di età imperiali, quasi per un vezzo o una moda elegante, riferiscono di usi, consuetudini e persino di qualche ricetta. (E’ il caso di Publio Virgilio Marone, di chiare origini etrusche, che ci fornisce una preziosa quanto ricercata maniera tirrena per cucinare il fegato. Ma vedremo anche Orazio e perfino il braccio destro dell’Imperatore Augusto, Mecenate.)
Roma mantenne verso i vicini popoli dei Rasenna un atteggiamento spesso ostile e implacabile, ma pur sempre di una certa deferenza e rispetto. D’altronde il ruolo di Caere, nell’erudire buona parte della “leading class” romana comportò sicuramente una internazionalizzazione dei costumi della capitale, in chiave, ovviamente, etrusca.
Rileggendo la ricetta di Virgilio non si può non pensare a quanto essa sia ancora viva e vegeta nel modo con cui in Toscana si cucinano i fegatelli di maiale ( specialmente nella versione dove fegato e magro vengono macinati assieme), né posso evitare di pensare con riconoscenza ed affetto ai fegatelli della moglie di Duilio, amico di Pancole di S. Gimignano, ancora più in sintonia con le indicazioni del Poeta di Andes.
Un’altra fonte ragguardevole degli usi e costumi dei “Tirreni a tavola” ci viene fornita dagli affreschi di Orvieto e di Tarquinia, i quali, nel narrare con mano minuziosa la tenera e toccante atmosfera della cena funebre, la descrivono, anche con dovizia di particolari, nei tratti fondamentali.
Nella tomba Golini di Orvieto, il banchetto funebre va quindi visto come specchio di un modo di pensare e di vivere, finestra socchiusa per un nostro sguardo curioso all’interno di un mondo sconosciuto, che non cessa di affascinarci. In esso, forse, il desiderio dei vivi di fermare nell’immobilità istanti della vita fra i più cari, per ricordare chi se ne andava.
Possiamo allora osservare, non senza ammirazione, il senso di armonia, di gioiosità e di leggerezza, nelle modalità dello stare a tavola (Come, con chi, serviti come, da chi, la musica, le danze, i giochi, mangiando cosa, come), ma anche nei vari momenti organizzativi della cucina e della sala ( non azzardato un richiamo al ruolo di un sofisticato gard-manger, nella macellazione e nella preparazione delle carni, come pure di un addetto alle cotture su griglie decisamente funzionali e di un sapiente sommelier, intento a miscelare vino, essenze e miele in sontuosi crateri.
Ben undici persone, con varie mansioni, sono riconoscibili come addetti ai servizi di cucina e di sala, con buona presenza di musici, ad allietare il convivio. Quest’ultimi suonano i loro strumenti anche nella cucina, per la gioia dei cuochi, mentre nei locali del banchetto una persona ben vestita sembra svolgere funzioni di direttore-maestro di sala.
Un ‘altra fonte di notizie circa le abitudini alimentari dei nostri antenati Etruschi è costituita da residui di cibi, contenuti in alcune suppellettili, che sono state rinvenute nelle innumerevoli sepolture.
Ci è quindi abbastanza noto quali fossero i prodotti base più utilizzati, ma anche quali i condimenti e le spezie per cucinarli
Sappiamo di quanto fossero rilevanti i prodotti ovino-caseari sia per le carni che per i formaggi.
Di certo, gli albori della civiltà etrusca videro proprio nei prodotti e nei caratteri della pastorizia un importante punto di partenza, nell’evoluzione del sistema produttivo. Oltre ai formaggi (alcuni dei quali prodotti in grandi forme), dal latte vaccino cagliato, si otteneva una specie di ricotta, base di un piatto detto”melea”.
La pesca e la caccia significavano inoltre una straordinaria risorsa per la dieta dell’epoca, assieme, in epoca più tarda, all’allevamento di bovini e suini, nonché di animali da cortile.
Molto importanti, nella vita quotidiana degli Etruschi, erano inoltre l’olio, le olive, i cereali (farro, fave, ceci, orzo, lenticchie in primis), la frutta e le verdure, alcune delle quali erano utilizzate per speziare ed impreziosire le vivande.
I fichi secchi, rappresentavano un alimento molto apprezzato, anche nella preparazione di piatti più complessi, al pari di altri frutti, lasciati essiccare e candire al sole.
Sebbene utilizzabili con prudenza, queste notizie hanno in sé una qualche oggettività, in quanto si evidenziano in dati certi; ma la nostra ricerca non può fermarsi qui, anzi essa prende coraggio.
Per capire di più, bisogna spingersi un po’ più avanti, utilizzando deduzioni logiche, comparazioni, spirito critico e forse un po’ di incosciente fiducia nel fatto che la storia (e ivi anche la storia della cucina) è fatta molto più di continuità, che non di cambiamento. Sembra infatti degno di attenzione il convincimento che nella cucina Toscana, specie quella di campagna, siano rimaste tracce riconoscibili di una cucina ben più antica, che proprio nel territorio dell’intera Tuscia era ben radicata.
Ovviamente, d’ora in avanti, la ricerca diventa squisitamente indiziaria, per assenza di prove vere e proprie, senza per questo essere sterile esercizio di banalità.
Seguiamo quindi tracce di etruschicità, attraverso il tempo, tentando di dare continuità per analogia, cercando di spostare più in avanti la soglia di conoscenza, o di qualcosa che le somiglia.
Oltre al fatto stupefacente di mostrare un assetto urbanistico ortogonale, della stessa raffinata modernità di Marzabotto e di Gonfienti (quindi, su entrambe i versanti appenninici) esso ha evidenziato un’attività legata all’utilizzo di un tale numero di suini, da far pensare ad una attività diffusa di conservazione delle carni e forse anche ad un vero e proprio allevamento di animali. Il fatto poi che tra le varie ossa, manchino significatamene quelle posteriori dei maiali, lascia intendere che i prosciutti ottenuti potessero essere acquisiti e consumati altrove. Inutile sottolineare la vicinanza con l’area tradizionalmente vocata alla produzione dei più apprezzati prosciutti italiani, Parma e Modena , nonché con il territorio Mantovano, uno dei santuari della gastronomia italiana.
Ma, restando ai fatti, esiste una traccia che riconduce agli Etruschi un’attività di lavorazione e conservazione di carni suina, detta “norcineria” ancora oggi (da Norcia, città umbro-camerte e quindi, “ab origine”, etrusca). A questo riguardo, nel mappare le aree “elette” dei grandi prosciutti di oggi (Istria, Friuli, Emilia, Toscana, Casentino, Umbria, Spagna meridionale), noto una singolare coincidenza con il percorso che De Palma indica a riguardo dell’espansione dei Tirreni-Pelasgi.
Un altro filone da ben sondare è quello relativo al rapporto che lega le pratiche religiose al cibo.
E’ infatti noto come la cucina toscana sia ricca di piatti a base di interiora, e che l’arte aruspicina venisse praticate sulle interiora di animali, allo scopo, sacrificati. Il rapporto di causa e effetto mi sembra piuttosto evidente, tenuto conto che questa abitudine alimentare è ben radicata in tutto il territorio Tuscio, fino a Roma (Trippa, cioncia, picchiante, cervello, fegato, milza, cuore, polmone, schienali, rognone, lampredotto, cento pelli ecc.). Non sembri cosa da poco, basti pensare a quante ricette hanno come ingrediente il fegato, e di quanti animali!
Il cibo, quindi si lega anche agli aspetti sacri della simbologia religiosa. E’ il caso esemplare dell’uovo, simbolo della perfezione, della vita, della rinascita.
Per questo, nelle kylix che le figure ritratte sul triclinio tengono in mano, è l’uovo il simbolo, la speranza e il viatico verso la nuova vita.
E’ però il pane l’alimento che dà forse più problemi, per risalire ad una derivazione etrusca, per il banale motivo che non esiste prova di lievitazione di farine.
E’ però nota la disponibilità di farine di farro, di grano, di fave, di ceci, di lenticchie e di castagne.
La tradizione romana vuole che le classi meno abbienti si cibassero di focacce di farina di fave, sono quindi tentato a far derivare dal mondo etrusco questa abitudine.
Al pari delle conosciutissime versioni spagnole, dette tortillas, esse erano preparate cuocendo su pietra piatta e ben calda un composto di farina e acqua. Come ancora oggi si fa con la”cecina”.
Una versione più delicata si poteva ottenere mescolando in opportuno rapporto farina di farro e farina di fave (o farina di castagne, visto per analogia l’identico mix di farine per impastare uno strepitoso pane nell’alta Garfagnana o vista la preparazione dei “necci”) diluite in acqua, aiutando il composto pronto per la cottura con olio di oliva o strutto.
E’ del tutto evidente, che si tratta della ricetta un po’ elaborata della “piadina” emiliana e romagnola, che proprio per la coincidenza territoriale di cui prima, trova una sintomatica ricollegabilità Etrusca.
In ossequio alla teoria di Erodoto, secondo il quale gli Etruschi si sarebbero mossi dalle coste Anatoliche, per emigrare sulle coste Toscane, l’uso di focacce non lievitate, del tutto simili a quelle descritte, è perfettamente coerente con analoghi utilizzi in buona parte dell’Asia Minore.
A puro scopo informativo, riporto quanto da qualcuno acutamente osservato, e cioè che nei territori dell’antica Tuscia, e solo in essi, ancora oggi, il pane non contiene sale.
Proprio nel triturare (in latino terere) e miscelare in detta funzione diversi alimenti , erbe , spezie, farinacei e legumi, trova giustificazione l’uso di bacili e mortai, presenti in alcune rappresentazioni della tomba Golini ad Orvieto. (Il paradigma del verbo tero-is, trivi, tritum, terere è già interessante di per sé; ma G. Semerano nel suo monumentale testo “Le origini della cultura europea” vol.II pag.588 riconduce “triticum” a grano da macinare.
E’ molto probabile che le farine indicate in precedenza fossero usate anche per preparare polente ( è il caso della”pula” di cui parla Cicerone, il famoso “puls”, forse il più umile dei piatti etruschi) o zuppe, arricchite spesso con miele e uva passa (si pensi alla ricetta del “castagnaccio” o della “ pattona di castagne” ancora oggi in uso in diverse zone, come in Garfagnana).
E’ abbastanza evidente che da latino puls, pultis deriva il termine italiano “polenta” o, addirittura, il termine in toscano arcaico “pulenda”.
Discorso a parte merita la pasta. Prove reali e certe che facesse parte della cucina dei Tirreni non ne esistono, anche se qualcuno ha creduto di intravedere nella “Tomba dei Rilievi” di Cerveteri un piatto con undici strisce sospette, che ha collegato con un presunto matterello (per spianare la pasta), appeso ad una parete, e addirittura una rotella dentellata (per tagliarla).
Di certo, però, i “pici” o “vermicelli” o “stringozzi”, che poi sono la stessa cosa, vengono fatti con farina e acqua.
Ma oltre al bacile, riconoscibile nell’affresco della tomba “Golini” di Orvieto e usato probabilmente come staccio o come recipiente dove triturare e amalgamare, abbiamo anche indicazioni di altro genere. Vediamo infatti in molti musei archeologici etruschi delle grattugie, del tutto simili alle attuali, verosimilmente usate per formaggi a pasta dura.
Altrettanto, sono ben riconoscibili dei colini di varia grandezza, usati forse per infusioni, ma di sicuro anche per speziare le bevande.
La cucina Romana secondo quanto riporta Apicio, (l’Artusi o meglio l’Escoffier della Roma Imperiale), aveva raggiunto vette altissime di raffinatezza, che al pari dei “grande cucina francese”, si traduceva in un numero straordinario di salse.
Una ricetta esemplare, dove una salsa di pesce accompagna un cibo a base di carne, è rappresentata dal “sugo di fegatini”, con cui i Toscani preparano i famosi crostini, capolavoro di equilibrio tra sapori e aromi.
Sembra, ma non esiste prova, più una raffinatezza orientale, al pari del delicato e straordinario connubio tra diversi sapori: il dolce (mediante l’uso di miele, frutta e vini dolci), lo speziato e il salato, contemporaneamente presenti in molte ricette di Apicio.
Tracce nella cucina regionale della Tuscia (area geografica culturale, non politica) parlano ancora di questo incontro virtuoso, nelle ricette di selvaggina “al dolce e forte”, difficilmente presenti ormai nella carta di ristoranti anche rinomati, ma capaci di sorprendere il fortunato fruitore per straordinarietà e ricercatezza.
Certamente, sarebbe assurdo connotare con l’aggettivo “Etrusco” tutto quanto di cultura culinaria deriva dall’antichità. E’ opportuno tener presente però che ogni cucina è il risultato di fusioni e contaminazioni culturali molteplici.
E quale popolo, se non l’Etrusco, era stato in grado di fungere da mediatore culturale, tramite l’incessante azione commerciale con tutto il mondo conosciuto, in quei fatali dieci “saecula”?
Questo ruolo di scambiatore di esperienze culturali 0riente/Occidente, le più varie, è il tratto più tipico e qualificante della civiltà Tirrena, in quanto mentalmente orientata a scambi di idee, di merci, ma anche di tecnologie e stili di vita.
Ma se la cucina etrusca sta all’origine della cultura culinaria che ci riguarda, occorre valutare il consistente contributo delle successive epoche e civiltà. Si passa quindi dalle esperienze di epoca Romano-Imperiale, con tutti i contemporanei contributi di derivazione Greco- Classica, a quelle tipiche dell’Alto Medioevo, per poi passare ad altri svariati e innumerevoli aggiornamenti successivi, figli di culture a noi sempre più vicine e conosciute. E questo conferma che il fenomeno di formazione di una cultura, compresa quella culinaria, è il risultato di una ininterrotta serie di acquisizioni, dove poco si butta e molto si conserva, fino a farne un condiviso e codificato patrimonio di stili di vita.
Per questo, viene sostenuta l’ipotesi di una linea di continuità tra il cosmopolitismo culturale e commerciale etrusco e l’esperienza mercantile delle Signorie toscane, fondamento del Rinascimento italiano.
Ma anche da esso, le eredità per i posteri sono state molteplici e rilevanti, tali da connotare una civiltà intera, ivi compresa quella che si apprezza a tavola: Caterina dei Medici porta alla corte di Francia cuochi fiorentini, oltre che l’uso meritorio della forchetta.
Ma questa è un’altra storia!
Dante G. Simoncini tratto da: http://liberamenteprato.blogspot.com/search?q=etruschi
domenica 2 marzo 2008
Guadagnare meno per vivere meglio
Guadagnare meno e vivere meglio. Secondo me il miglior antidoto alla recessione che ci sovrasta è la decrescita. E il Movimento per la decrescita felice esce finalmente dai libri e dal web: si presenta ufficialmente con una conferenza stampa che si svolgerà sabato a Roma. La sua ricetta è: lavorare meno, consumare meno, liberare tempo ed energie per vivere meglio; ogni volta che è possibile produrre da sè i beni che servono, e non acquistarli. Questa sarebbe l'unica via d'uscita dalle difficoltà planetarie causate sia dal riscaldamento globale dovuto alle attività umane sia dalla minor disponibilità e dal rincaro dele materie prime: petrolio, cibo tanto per fare esempi. Piuttosto sconvolgente, vero? Ma attenzione.
La Decrescita non ha nulla a che vedere con il prepararsi a sopravvivere alla catastrofe, come pare facciano i ricchi americani, e non è affatto un atteggiamento passivo di fronte ai guai del mondo. Significa piuttosto governare l'economia, il lavoro, la produzione e i consumi affinchè si ridimensionino e pesino meno sulle nostre vite. Certo tutto questo comporterebbe un mutamento quasi inimmaginabile nelle abitudini quotidiane. Però sono sempre più numerosi coloro che descrivono come necessaria una "rivoluzione" di questo genere. All'inizio dell'anno il Courrier International, una sorta di rassegna stampa in francese del meglio della stampa internazionale, ha pubblicato un numero dedicato alla decrescita, a riprova dell'importanza che il tema sta acquisendo. I link ad alcuni degli articoli originali in inglese: Quando meno è molto più (New Zealand Harald), Mangia, bevi e sii miserabile (Guardian); Nell'epoca delle pentole di diamanti solo la recessione ha un senso (Guardian). Attenzione: sono letture che infrangono molti tabù, che sconvolgono molte automatiche certezze. Fare un bel respiro profondo prima di aprire i link. Per quanto mi riguarda, un po' di decrescita nel mio piccolo cerco già di praticarla; leggi Lisciva, il detersivo autoprodotto. Leggi anche La recessione è ambientalista? Foto Flickr.
di maria f. piva

