domenica 2 marzo 2008

Guadagnare meno per vivere meglio


Guadagnare meno e vivere meglio. Secondo me il miglior antidoto alla recessione che ci sovrasta è la decrescita. E il Movimento per la decrescita felice esce finalmente dai libri e dal web: si presenta ufficialmente con una conferenza stampa che si svolgerà sabato a Roma. La sua ricetta è: lavorare meno, consumare meno, liberare tempo ed energie per vivere meglio; ogni volta che è possibile produrre da sè i beni che servono, e non acquistarli. Questa sarebbe l'unica via d'uscita dalle difficoltà planetarie causate sia dal riscaldamento globale dovuto alle attività umane sia dalla minor disponibilità e dal rincaro dele materie prime: petrolio, cibo tanto per fare esempi. Piuttosto sconvolgente, vero? Ma attenzione.

La Decrescita non ha nulla a che vedere con il prepararsi a sopravvivere alla catastrofe, come pare facciano i ricchi americani, e non è affatto un atteggiamento passivo di fronte ai guai del mondo. Significa piuttosto governare l'economia, il lavoro, la produzione e i consumi affinchè si ridimensionino e pesino meno sulle nostre vite. Certo tutto questo comporterebbe un mutamento quasi inimmaginabile nelle abitudini quotidiane. Però sono sempre più numerosi coloro che descrivono come necessaria una "rivoluzione" di questo genere. All'inizio dell'anno il Courrier International, una sorta di rassegna stampa in francese del meglio della stampa internazionale, ha pubblicato un numero dedicato alla decrescita, a riprova dell'importanza che il tema sta acquisendo. I link ad alcuni degli articoli originali in inglese: Quando meno è molto più (New Zealand Harald), Mangia, bevi e sii miserabile (Guardian); Nell'epoca delle pentole di diamanti solo la recessione ha un senso (Guardian). Attenzione: sono letture che infrangono molti tabù, che sconvolgono molte automatiche certezze. Fare un bel respiro profondo prima di aprire i link. Per quanto mi riguarda, un po' di decrescita nel mio piccolo cerco già di praticarla; leggi Lisciva, il detersivo autoprodotto. Leggi anche La recessione è ambientalista? Foto Flickr.


di maria f. piva


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