domenica 28 novembre 2010

Le previsioni di 15 giorni fa sono state rispettate: a fine mese arriverà l’inverno

 

La corrente del Golfo trasporta sempre meno energia

 

Abbiamo la sensazione, che l'energia termica trasportata dalla Corrente del Golfo verso l'Europa sia in una fase decrescente.
Avevamo già documentato lo scorso inverno come tutta la Gran Bretagna fosse presa nella morsa del ghiaccio (memorabile la foto ripresa in prima pagina dal "Corriere della sera" di Gennaio 2010, dove si riportava questo fenomeno insolito nella storia degli ultimi 80 anni).
Per sostenere la nostra tesi, ossia che andiamo incontro ad un periodo di generale raffreddamento e non di "global warming" come i più sostengono, abbiamo anche messo in relazione i fenomeni registrati nell'America del sud e nel Polo Sud, sottolineando il fatto che nell'Antartide, almeno nel periodo invernale, i ghiacci marini sono aumentati rispetto agli ultimi 30 anni: questa condizione si é verificata sia nel penultimo che nell'ultimo inverno. Inoltre, sempre nei medesimi periodi, si sono verificate eccezionali condizioni di freddo e neve a partire dall'Argentina per continuare su aree desertiche delle Ande e finire con il Brasile, dove si era registrato la moria di un gran numero di pesci a causa di correnti marine molto fredde.
Adesso l'ANSA ci informa che la Gran Bretagna é di nuovo nella morsa del ghiaccio (e siamo ancora a Novembre): é un’altra prova che la Corrente del Golfo porta meno energia verso l'Europa.
Morale: prepariamoci ad un inverno eccezionale e a indossare cappotti, sciarpe e tutto l’armamentario disponibile per combattere il gelo che arriverà.

ECCO LE PREVISIONI METEO PER I PROSSIMI DUE GIORNI:

Lunedì 29 Novembre: Tempo in miglioramento con cieli poco o parzialmente nuvolosi, salvo residui fenomeni tra Cilento ed alta Calabria tirrenica. Nuovo peggioramento dalla sera-notte su Regioni centrali, Liguria e basso Piemonte, con neve su quest'ultimo a bassa quota.

Martedì 30 Novembre: Ancora maltempo al Centro Nord con fenomeni in estensione da ovest verso est, nevosi a bassa quota, o al piano al Nordovest, ma in rialzo verso quote collinari. Sereno o velato al Sud.

 

Gran Bretagna, nevicate e gelo bloccano il Paese

Morsa freddo stringe regioni sud, attesi fiocchi vicino Londra

26 novembre, 18:05

(ANSA) - LONDRA, 26 NOV - Gran Bretagna sotto la neve a novembre per la prima volta in 17 anni. Dopo pesanti nevicate in Scozia, Galles e nel nord-est del Paese, la morsa del gelo si prepara a stringere le regioni meridionali, con neve attesa per domani persino alle porte di Londra. Chiuse molte scuole e cancellati alcuni eventi sportivi, mentre strade e trasporti pubblici iniziano a precipitare nel caos: all'aeroporto di Newcastle stamattina un aereo e' uscito dalla pista di atterraggio: non ci sono stati feriti.

martedì 23 novembre 2010

Il climatologo Madrigali: Sarà un inverno molto rigido. Possibile nuova Era Glaciale

 

Piogge record in autunno e un inverno che si preannuncia freddo e perturbato. Roberto Madrigali trova un'ulteriore conferma della propria teoria: la Terra si avvia verso una nuova glaciazione

 

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Il Global Cooling

In contrasto con la teoria del riscaldamento globale, l'ipotesi di Madrigali sostiene che il pianeta si trovi alle soglie di un'imminente era glaciale. Il passaggio dall'attuale fase interglaciale alla nuova era glaciale inizierebbe col ripetersi di azioni lesive sulle situazioni meteorologiche delle stagioni più calde (primavera ed estate). Una costante azione di disturbo, in ingresso in queste stagioni attraverso la corrente a getto, potrebbe innescare devastanti meccanismi di causa-effetto, ponendo le basi per un processo di passaggio alla prossima glaciazione, ormai imminente (nei prossimi decenni). Stiamo infatti attraversando la parte finale dei circa 12.000 anni che caratterizzano la durata di un'era interglaciale.

L'inverno è alle porte (quello meteorologico si avvia il 1° dicembre). E il suo ingresso sulla scena stagionale si preannuncia "freddo e perturbato". Le parole del climatologo Roberto Madrigali, voce fuori dal coro del meteo nazionale e irriducibile contestastore della teoria del riscaldamento globale, fanno intravedere spesse nubi all'orizzonte. 
Il maltempo che continua a caratterizzare il mese di novembre, accompaganto dalle frane, dagli smottamenti e dalle alluvioni che hanno investito la nostra penisola nelle ultime settimane a causa delle intense precipitazioni, potrebbe essere una spia di allarme. «Prendendo in esame l'evoluzione atmosferica attuale e futura - ci spiega Madrigali - si evince un nuovo marcato peggioramento del clima autunnale, con un avvicendarsi continuo di perturbazioni al quale non si assisteva da anni. L'onda di Rossby e l'espansione del Vortice Polare, stanno favorendo e continueranno a incentivare, piogge estese e persistenti, con venti intensi e mari agitati, con abbondante neve in arrivo sulle Alpi ed a seguire, sulle cime dell'Appennino».

Ma i ghiacciai non si stavano ritirando?
«In realtà i ghiacci stanno subendo una logica frenata di arretramento e stanno iniziando una nuova espansione progressiva, resa palese dalle condizioni peggiorative oramai diventate una regola e non più un'eccezione (come invece accadeva negli anni '80-'90). A dimostrazione di un cambio importante termico sulle Alpi, vi è l'apertura anticipata della stagione invernale e la situazione è favorevole a ulteriori e consistenti apporti  nevosi sui rilievi»
Si tratta di una buona notizia per chi temeva l'estinzione delle nevi perenni... «In realtà vale la pena ricordare che le conseguenze di un global cooling sono assai più micidiali e marcanti, del global warming, sia dal punto di vista economico che sociale, e sicuramente nel prossimo futuro, sarà importante non perseverare nell'errore, ma riflettere e prendere le dovute contromisure».
Madrigali trova una conferma alle proprie previsioni anche dall'osservazione del quadro climatico dell'emisfero australe «L'invadenza del Vortice Polare Antartico sul Sud del mondo è aumentata considerevolmente. Ondate di freddo eccezionali hanno infatti colpito negli scorsi mesi il Sudamerica arrivando a uccidere persino numerose specie tropicali».
Ma chi avverte una qualche responsabilità a carattere antropico nell'assistere all'erosione delle 'mezze stagioni', come sostiene il climatologo, può riporre altrove i propri sensi di colpa. «Il fattore umano in questo caso non c'entra - rassicura Madrigali -. L'urbanizzazione e il cemento arrivano al massimo ad alterare il microclima di un'area ristretta, causando maggiore escursione termica. La mia ipotesi si riconduce a fasi evolutive geologiche più ampie... Stiamo attraversando la parte finale dei circa 12.000 anni che caratterizzano la durata di un'era interglaciale. Al punto in cui siamo giunti, ogni nuovo intervallo verso il freddo potrebbe essere quello scatenante l'avvio di una nuova era glaciale, causando l'innesco del 'punto di non ritorno'».
Le teorie e le previsioni di Roberto Madrigali si possono seguire sul sito internet meteoclima.net oppure in Toscana e Lazio sulle emittenti televisive TV9  e RomaUno TV. (L.F.)

http://www.nibiru2012.it/forum/breaking-news/e-arrivo-una-mini-era-glaciale-132434.495.html

VORTICE SIBERIANO IN EUROPA, Ecco Cosa Potrebbe Accadere!
In questo aggiornamento cerchero' di delineare nonostante la distanza temporale e le difficolta' che affiggono tutti i meteorologi in questo momento, la tendenza abbastanza dettagliata sulla terza decade! Essa dovrebbe iniziare nel corso dei primi giorni con un cortice ciclonico atlantico in avanzamento verso la nostra penisola con aria un po' fredda in quota e neve su alpi e appennini a quote medio-alte. Nel frattempo il vortice polare siberiano si avvicinera' all'Europa nord orientale scendendo notevolmente di latitudine grazie all'insinuarsi in area polare di due anticicloni a cuore caldo a separare notevolmente i 2 lobi del vortice polare addirittura fino a quasi tutte le quote strato-troposferiche.

 

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Arrivati intorno al 24 del cm l'aria fredda in quota principalmente dovrebbe alimentare parzialmente la depressione atlantica ormai con perno principale tra la nostra penisola e il settore balcanico apportando la neve al nord sopra i 7-800m di altezza e sopra i 1000m in appennino centro settentrionale. Tra' il 25-28 del corrente mese nonostante i balletti modellistici, grazie al tripolo atlantico positivo penso che il blocco altopressorio reggera' evitanto di sprecare un mostro gelido artico continentale che con la posizione che dovrebbe assumere l'allungamento dell'hp groenlandese in una chiara configurazione da pattern NAO- tendera' a dirigersi verso l'Europa centrale oltre alla Russia Europea ovviamente, verso la francia e il nord Italia. Appunto il nord Italia secondo il mio parere sara' colpito in questo periodo anche se non intensamente, ma con termiche capaci di apportare le prime nevicate su alcune regioni (non mi inoltro in dettagli inutili al momento) in bassa collina o in pianura! Al centro specie nella parte settentrionale prime nevicate sopra i 600m.Meglio al sud.

 

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fonte: http://notizie.virgilio.it/tecnologia/inverno-madrigali-meteo-glaciazione.html

Pubblicato il 17/11/10 in Scienze e tecnologie| TAGS: nverno, madrigali, meteo, glaciazione

giovedì 18 novembre 2010

Cern: creata e imprigionata l'antimateria

la scoperta «anticipata» nel celebre romanzo di dan brown «angeli e demoni»

Prodotti per la prima volta in modo controllato 38 atomi di anti-idrogeno

 

L'acceleratore di particelle del Cern (Ansa)

L'acceleratore di particelle del Cern (Ansa)

MILANO - Un risultato che sembra tratto da un film. Atomi di antimateria sono stati prodotti in laboratorio e «imprigionati» in un esperimento condotto al Cern di Ginevra. Il risultato è stato ottenuto dal cosiddetto esperimento Alpha, che ha permesso per la prima volta di produrre in modo controllato atomi che hanno caratteristiche opposte a quelle della materia ordinaria, come se la riflettessero in uno specchio. Sono stati ottenuti 38 atomi di anti-idrogeno e immobilizzati, in un scenario che (anche se con alcune differenze fondamentali) ricorda il romanzo «Angeli e demoni» di Dan Brown.

 

L'ESPERIMENTO - Come nel romanzo «Angeli e demoni», nel Cern di Ginevra è stata prodotta e imprigionata l'antimateria, ossia la materia «specchio» nella quale le particelle hanno la stessa massa ma opposta carica elettrica rispetto alla materia ordinaria. «È però impensabile portare l'antimateria a spasso in una bottiglia, come accade nel romanzo», osserva il fisico Andrea Vacchi, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). È infatti sufficiente che un atomo di anti-idrogeno venga a contatto con la materia ordinaria, ad esempio con un gas o con le stesse pareti del contenitore, perchè avvenga una gigantesca esplosione. Entrando a contatto, infatti, materia e antimateria si annullano (o annichilano) a vicenda. La cosa importante del risultato annunciato oggi dal Cern, ottenuto dal gruppo di Jeffrey Hangst, è che adesso è possibile produrre l'antimateria e «parcheggiarla» con una grandissima precisione. Questo significa che d'ora in poi i 38 atomi di anti-idrogeno diventano uno straordinario laboratorio per mettere finalmente a confronto l'antimateria con la materia ordinaria. La speranza è riuscire a risolvere uno dei più grandi rompicapo della fisica contemporanea, ossia perchè al momento del Big Bang la natura ha «preferito» la materia ordinaria all'antimateria. Entrambe sono state infatti prodotte nella stessa quantità (in modo simmetrico) e di conseguenza avrebbero dovuto cancellarsi a vicenda; tuttavia questo non è successo perchè una certa quantità di materia (calcolata in una particella ogni 10 miliardi di particelle di antimateria) è riuscita a sfuggire e grazie a questa rottura della simmetria si è formato il mondo in cui viviamo. Che cosa sia successo effettivamente è ancora un mistero, ma adesso i fisici del Cern hanno strumenti senza precedenti per fare un po' di luce.

fonte

17 novembre 2010

lunedì 15 novembre 2010

Piccola Glaciazione: “Aspettatemi… sto arrivando”

Nonostante le TV nazionali documentino ancora la propaganda politica del surriscaldamento globale che porterà alla sparizione dei ghiacciai e alla sommersione di alcune parti del pianeta, Venezia compresa, le informazioni che giungono dal monitoraggio degli Oceani sono di tutt’altro avviso

Entro fine mese salirà alla ribalta l'INVERNO

fonte: meteogiornale

Niña strong accelera il trend di raffreddamento degli oceani

La Niña sempre più forte porta le anomalie delle temperature superficiali oceaniche (SSTA) a sfiorare lo zero. Le aree tropicali si confermano i due attori protagonisti nel determinare le sorti climatiche del pianeta

Aldo Meschiari: 14-11-2010 ore 13:16

La prima settimana di novembre ha fatto misurare un'anomalia positiva di soli +0,09°C riguardo alle temperature superficiali oceaniche globali (SSTA). Si tratta di una dato largamente atteso, visto che da alcuni mesi il grande volano del clima mondiale, l'indice ENSO (El Niño Southern Oscillation), si trova in territorio negativo. Abbiamo in numerosi articoli speso molte parole riguardo l'importanza che gli oceani rivestono nel determinare le sorti climatiche del pianeta. Non a caso, infatti, si parla della Terra come del pianeta azzurro, ad indicare che circa il 70% della sua superficie è ricoperto di acqua. E l'acqua ha una capacità termica enormemente superiore sia alla terra (i continenti), che all'aria (l'atmosfera).

Gli oceani quindi assumono il ruolo di volano climatico, ed in particolare gli oceani tropicali, dove il forcing solare è ovviamente più elevato. Ed infatti troviamo proprio nelle aree tropicali i due attori protagonisti nel determinare le sorti climatiche del pianeta: l'indice ENSO e l'area della Indo Pacific Warm Pool (IPWP). Le anomalie termiche delle SST che vengono rilevate in tali aree hanno sempre una ripercussione dapprima sulle altre superfici oceaniche e successivamente sulle temperature troposferiche globali. Se poi, a conclusione dello schema, vogliamo anche introdurre il motore primo di tale complesso sistema climatico, e cioè il Sole, senza ovviamente dimenticare il ruolo certo ma ancora difficile da quantificare degli GHG (Gas Serra), avremo ben chiara la struttura nella sua composizione. A tal proposito vedihttp://www.meteogiornale.it/notizia/19039-1-sole-oceani-e-artico-eleganza-della-natura.

Passando ora ad esaminare la carta tematica che riporta le SSTA attuali misurate secondo il metodo attualmente più raffinato, l'OI SST v2 (Optimum Interpolation delle SST, versione 2, elaborato dal NOAA), noteremo come la Niña abbia assunto proporzioni davvero notevoli, tanto che l'indice MEI (uno degli indici più importanti che si occupa di valutare non solo termicamente l'oscillazione dell'indice ENSO) è sceso a sfiorare il dato di -2. La Niña invece sta facendo misurare un'anomalia termica di circa -1,5°C.

Il forte raffreddamento in area Niño 3.4 (più o meno nel centro del Pacifico tropicale) ha influito anche sull'IPWP, l'altro grande protagonista delle SSTA oceaniche. Come si può osservare nella carta, tale vasta area oceanica tropicale è ancora abbastanza calda: a ottobre ha fatto segnare un valore di +0,5°C, scendendo dai precedenti +0,6°C. Anche il TNA (Tropical Nord-Atlantic) si trova in fase positiva, ma in generale le SSTA tropicali sono praticamente azzerate, anzi sono scese in territorio negativo nelle ultime settimane. È giocoforza aspettarsi che tale raffreddamento si estenda anche alle altre aree oceaniche nelle prossime settimane.

A nord della Niña troviamo l'indice PDO (Pacifical Decadal Oscillation), che da tempo si trova in territorio negativo (a ottobre segnava un netto -1,61°C). Tale indice ha una oscillazione cronologicamente molto più lunga dell'ENSO, pari a circa dieci anni. Si è visto che spesso si accorda bene con le variazioni dell'area Niño, e quindi è possibile pensare che nei prossimi anni, con una PDO negativa, saranno prevalenti anche le fasi negative dell'ENSO.

Passando all'Oceano Atlantico ritroviamo l'AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) ancora in netta fase positiva (ad ottobre +0,43°C). Qui l'oscillazione è molto più lunga e può richiedere alcuni decenni (circa trenta anni). Ricordiamo che la fase positiva dell'AMO è iniziata negli anni Novanta, e quindi servono ancora un po' di anni prima di vedere una chiaro trend in discesa.

In conclusione le SSTA oceaniche globali stanno sensibilmente risentendo dell'azione raffreddante della Niña, e tutto ci porta a pensare che anche nelle prossime settimane tale trend possa continuare. Naturalmente il raffreddamento oceanico si riverbererà anche alla troposfera, grazie al meccanismo convettivo-conduttivo: i dati satellitari hanno già misurato un netto calo delle temperature troposferiche. D'altra parte la Niña è vista permanere ancora in fase forte per alcuni mesi dai maggiori Centri di Calcolo, come ad esempio possiamo vedere nella proiezione ensemble del NCEP qui riportata.

Aldo Meschiari

domenica 14 novembre 2010

Piccola Glaciazione: “Aspettatemi… sto arrivando”

Nonostante le TV nazionali documentino ancora la propaganda politica del surriscaldamento globale che porterà alla sparizione dei ghiacciai e alla sommersione di alcune parti del pianeta, Venezia compresa, le informazioni che giungono dal monitoraggio degli Oceani sono di tutt’altro avviso

Entro fine mese salirà alla ribalta l'INVERNO

fonte: meteogiornale

Niña strong accelera il trend di raffreddamento degli oceani

La Niña sempre più forte porta le anomalie delle temperature superficiali oceaniche (SSTA) a sfiorare lo zero. Le aree tropicali si confermano i due attori protagonisti nel determinare le sorti climatiche del pianeta

Aldo Meschiari: 14-11-2010 ore 13:16

La prima settimana di novembre ha fatto misurare un'anomalia positiva di soli +0,09°C riguardo alle temperature superficiali oceaniche globali (SSTA). Si tratta di una dato largamente atteso, visto che da alcuni mesi il grande volano del clima mondiale, l'indice ENSO (El Niño Southern Oscillation), si trova in territorio negativo. Abbiamo in numerosi articoli speso molte parole riguardo l'importanza che gli oceani rivestono nel determinare le sorti climatiche del pianeta. Non a caso, infatti, si parla della Terra come del pianeta azzurro, ad indicare che circa il 70% della sua superficie è ricoperto di acqua. E l'acqua ha una capacità termica enormemente superiore sia alla terra (i continenti), che all'aria (l'atmosfera).

Gli oceani quindi assumono il ruolo di volano climatico, ed in particolare gli oceani tropicali, dove il forcing solare è ovviamente più elevato. Ed infatti troviamo proprio nelle aree tropicali i due attori protagonisti nel determinare le sorti climatiche del pianeta: l'indice ENSO e l'area della Indo Pacific Warm Pool (IPWP). Le anomalie termiche delle SST che vengono rilevate in tali aree hanno sempre una ripercussione dapprima sulle altre superfici oceaniche e successivamente sulle temperature troposferiche globali. Se poi, a conclusione dello schema, vogliamo anche introdurre il motore primo di tale complesso sistema climatico, e cioè il Sole, senza ovviamente dimenticare il ruolo certo ma ancora difficile da quantificare degli GHG (Gas Serra), avremo ben chiara la struttura nella sua composizione. A tal proposito vedihttp://www.meteogiornale.it/notizia/19039-1-sole-oceani-e-artico-eleganza-della-natura.

Passando ora ad esaminare la carta tematica che riporta le SSTA attuali misurate secondo il metodo attualmente più raffinato, l'OI SST v2 (Optimum Interpolation delle SST, versione 2, elaborato dal NOAA), noteremo come la Niña abbia assunto proporzioni davvero notevoli, tanto che l'indice MEI (uno degli indici più importanti che si occupa di valutare non solo termicamente l'oscillazione dell'indice ENSO) è sceso a sfiorare il dato di -2. La Niña invece sta facendo misurare un'anomalia termica di circa -1,5°C.

Il forte raffreddamento in area Niño 3.4 (più o meno nel centro del Pacifico tropicale) ha influito anche sull'IPWP, l'altro grande protagonista delle SSTA oceaniche. Come si può osservare nella carta, tale vasta area oceanica tropicale è ancora abbastanza calda: a ottobre ha fatto segnare un valore di +0,5°C, scendendo dai precedenti +0,6°C. Anche il TNA (Tropical Nord-Atlantic) si trova in fase positiva, ma in generale le SSTA tropicali sono praticamente azzerate, anzi sono scese in territorio negativo nelle ultime settimane. È giocoforza aspettarsi che tale raffreddamento si estenda anche alle altre aree oceaniche nelle prossime settimane.

A nord della Niña troviamo l'indice PDO (Pacifical Decadal Oscillation), che da tempo si trova in territorio negativo (a ottobre segnava un netto -1,61°C). Tale indice ha una oscillazione cronologicamente molto più lunga dell'ENSO, pari a circa dieci anni. Si è visto che spesso si accorda bene con le variazioni dell'area Niño, e quindi è possibile pensare che nei prossimi anni, con una PDO negativa, saranno prevalenti anche le fasi negative dell'ENSO.

Passando all'Oceano Atlantico ritroviamo l'AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) ancora in netta fase positiva (ad ottobre +0,43°C). Qui l'oscillazione è molto più lunga e può richiedere alcuni decenni (circa trenta anni). Ricordiamo che la fase positiva dell'AMO è iniziata negli anni Novanta, e quindi servono ancora un po' di anni prima di vedere una chiaro trend in discesa.

In conclusione le SSTA oceaniche globali stanno sensibilmente risentendo dell'azione raffreddante della Niña, e tutto ci porta a pensare che anche nelle prossime settimane tale trend possa continuare. Naturalmente il raffreddamento oceanico si riverbererà anche alla troposfera, grazie al meccanismo convettivo-conduttivo: i dati satellitari hanno già misurato un netto calo delle temperature troposferiche. D'altra parte la Niña è vista permanere ancora in fase forte per alcuni mesi dai maggiori Centri di Calcolo, come ad esempio possiamo vedere nella proiezione ensemble del NCEP qui riportata.

Aldo Meschiari

Piccola Glaciazione: “Aspettatemi… sto arrivando”

Nonostante le TV nazionali documentino ancora la propaganda politica del surriscaldamento globale che porterà alla sparizione dei ghiacciai e alla sommersione di alcune parti del pianeta, Venezia compresa, le informazioni che giungono dal monitoraggio degli Oceani sono di tutt’altro avviso

Entro fine mese salirà alla ribalta l'INVERNO

fonte: meteogiornale

Niña strong accelera il trend di raffreddamento degli oceani

La Niña sempre più forte porta le anomalie delle temperature superficiali oceaniche (SSTA) a sfiorare lo zero. Le aree tropicali si confermano i due attori protagonisti nel determinare le sorti climatiche del pianeta

Aldo Meschiari: 14-11-2010 ore 13:16

La prima settimana di novembre ha fatto misurare un'anomalia positiva di soli +0,09°C riguardo alle temperature superficiali oceaniche globali (SSTA). Si tratta di una dato largamente atteso, visto che da alcuni mesi il grande volano del clima mondiale, l'indice ENSO (El Niño Southern Oscillation), si trova in territorio negativo. Abbiamo in numerosi articoli speso molte parole riguardo l'importanza che gli oceani rivestono nel determinare le sorti climatiche del pianeta. Non a caso, infatti, si parla della Terra come del pianeta azzurro, ad indicare che circa il 70% della sua superficie è ricoperto di acqua. E l'acqua ha una capacità termica enormemente superiore sia alla terra (i continenti), che all'aria (l'atmosfera).

Gli oceani quindi assumono il ruolo di volano climatico, ed in particolare gli oceani tropicali, dove il forcing solare è ovviamente più elevato. Ed infatti troviamo proprio nelle aree tropicali i due attori protagonisti nel determinare le sorti climatiche del pianeta: l'indice ENSO e l'area della Indo Pacific Warm Pool (IPWP). Le anomalie termiche delle SST che vengono rilevate in tali aree hanno sempre una ripercussione dapprima sulle altre superfici oceaniche e successivamente sulle temperature troposferiche globali. Se poi, a conclusione dello schema, vogliamo anche introdurre il motore primo di tale complesso sistema climatico, e cioè il Sole, senza ovviamente dimenticare il ruolo certo ma ancora difficile da quantificare degli GHG (Gas Serra), avremo ben chiara la struttura nella sua composizione. A tal proposito vedihttp://www.meteogiornale.it/notizia/19039-1-sole-oceani-e-artico-eleganza-della-natura.

Passando ora ad esaminare la carta tematica che riporta le SSTA attuali misurate secondo il metodo attualmente più raffinato, l'OI SST v2 (Optimum Interpolation delle SST, versione 2, elaborato dal NOAA), noteremo come la Niña abbia assunto proporzioni davvero notevoli, tanto che l'indice MEI (uno degli indici più importanti che si occupa di valutare non solo termicamente l'oscillazione dell'indice ENSO) è sceso a sfiorare il dato di -2. La Niña invece sta facendo misurare un'anomalia termica di circa -1,5°C.

Il forte raffreddamento in area Niño 3.4 (più o meno nel centro del Pacifico tropicale) ha influito anche sull'IPWP, l'altro grande protagonista delle SSTA oceaniche. Come si può osservare nella carta, tale vasta area oceanica tropicale è ancora abbastanza calda: a ottobre ha fatto segnare un valore di +0,5°C, scendendo dai precedenti +0,6°C. Anche il TNA (Tropical Nord-Atlantic) si trova in fase positiva, ma in generale le SSTA tropicali sono praticamente azzerate, anzi sono scese in territorio negativo nelle ultime settimane. È giocoforza aspettarsi che tale raffreddamento si estenda anche alle altre aree oceaniche nelle prossime settimane.

A nord della Niña troviamo l'indice PDO (Pacifical Decadal Oscillation), che da tempo si trova in territorio negativo (a ottobre segnava un netto -1,61°C). Tale indice ha una oscillazione cronologicamente molto più lunga dell'ENSO, pari a circa dieci anni. Si è visto che spesso si accorda bene con le variazioni dell'area Niño, e quindi è possibile pensare che nei prossimi anni, con una PDO negativa, saranno prevalenti anche le fasi negative dell'ENSO.

Passando all'Oceano Atlantico ritroviamo l'AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) ancora in netta fase positiva (ad ottobre +0,43°C). Qui l'oscillazione è molto più lunga e può richiedere alcuni decenni (circa trenta anni). Ricordiamo che la fase positiva dell'AMO è iniziata negli anni Novanta, e quindi servono ancora un po' di anni prima di vedere una chiaro trend in discesa.

In conclusione le SSTA oceaniche globali stanno sensibilmente risentendo dell'azione raffreddante della Niña, e tutto ci porta a pensare che anche nelle prossime settimane tale trend possa continuare. Naturalmente il raffreddamento oceanico si riverbererà anche alla troposfera, grazie al meccanismo convettivo-conduttivo: i dati satellitari hanno già misurato un netto calo delle temperature troposferiche. D'altra parte la Niña è vista permanere ancora in fase forte per alcuni mesi dai maggiori Centri di Calcolo, come ad esempio possiamo vedere nella proiezione ensemble del NCEP qui riportata.

Aldo Meschiari

sabato 13 novembre 2010

ALLL’ACQUARIO DI LIVORNO “LO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE ITTICHE

ALLL’ACQUARIO DI LIVORNO “LO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE ITTICHE”:

appuntamento all’interno della rassegna “Pianeta Galileo” il 12 novembre alle ore 16

Nell’ambito della Rassegna “Pianeta Galileo”, l’Acquario di Livorno ospita nel proprio Auditorium la conferenza pubblica “Lo sfruttamento delle risorse marine”.

La conferenza, a cura del Professore Stefano CANNICCI dell’Università di Firenze e con l’introduzione di  Stefano ANGELINI, Biologo responsabile dei Servizi Educativi di Costa Edutainment S.p.A, affronterà il tema del sovra sfruttamento delle risorse ittiche in tutto il mondo ed il depauperamento degli stock ittici.

I dati tratti dalle statistiche FAO sulla pesca e quelli emersi dal Millennium Ecosystem Assessment, una recente survey mondiale sullo stato di saluto degli ecosistemi planetari portato avanti da 1360 scienziati di università ed enti di ricerca di tutto il mondo tra il 2001 ed il 2005, parlano di un impressionante depauperamento globale degli stock ittici.

Come testimoniato anche nell’articolo “Il banchetto è finito” pubblicato sul National Geographic Italia nel mese di Ottobre 2010, nel mondo sono oltre 78 milioni le tonnellate di pesci e molluschi selvatici pescate ogni anno da pescherecci industriali e da piccole barche per la pesca.

Il relatore Prof. Stefano CANNICCI presenterà i dati sui trend generali di sforzo di pesca nel mondo negli ultimi anni ed i devastanti effetti prodotti dal miglioramento delle tecniche di pesca e delle tecnologie di navigazione che consentono la pesca di animali sempre più piccoli con il rischio di causare un vero e proprio collasso dell’intero ecosistema pelagico.

Le dieci specie che da sole costituiscono il 30% del pesce globalmente consumato – l’acciughetta cilena, il merlano dell’Alaska, lo sgombro cileno, la sardina giapponese, l’aringa atlantica, il Cappellano di Terra Nova, la sardina sudamericana, il tonnetto striato, il merluzzo atlantico e la sardina europea - sono in sofferenza, mentre i grandi predatori marini come squali e tonni sono ridotti al 10% della quantità presente prima dell’avvento massiccio della pesca industriale.

Ampio spazio sarà lasciato alle possibili soluzioni per invertire questo trend, come l’istituzione di aree “no-take zone” dove vietare la pesca e la definizione di una corretta gestione della pesca, basato sul controllo delle quote delle catture e la definizione di misure tecniche di restrizione quali la taglia minima pescabile e la restrizione in periodi di pesca.

Dopo il successo della giornata di visita riservata alle scuole primarie di martedì 9 Novembre, l’Acquario di Livorno si prepara ad ospitare questa interessante conferenza che sarà aperta al pubblico e si terrà nella sala Auditorium alle ore 16.00 di Venerdì 12 Novembre. La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti, senza necessità di prenotazione.

La partecipazione dell’Acquario di Livorno alla rassegna “Pianeta Galileo” 2010, realizzata grazie al contributo della Regione Toscana, risponde all’impegno e all’attenzione che da sempre Costa Edutainment rivolge al mondo scolastico e dei giovani, proponendo loro un modo nuovo, interattivo e divertente, per conoscere e approfondire il tema della natura e della biologia marina.

All’interno della rassegna, da Lunedì 15 Novembre fino a Sabato 20 Novembre, l’Acquario di Livorno propone gratuitamente alle scuole anche il laboratorio didattico “L’ambiente marino e il metodo sperimentale galileiano”. Il laboratorio si svolge ogni giorno alle ore 9.30 e alle ore 11.30 nell’aula didattica della struttura e prevede l’osservazione diretta di alcune vasche espositive. La durata dell’attività è di circa 1h30 e non include la visita all’Acquario di Livorno. Per partecipare a questa attività è obbligatoria la prenotazione. Info e prenotazioni: Incoming Liguria, tel. 010/2345666.

L’Acquario di Livorno guarda al mondo della scuola offrendo durante tutto l’anno e dietro prenotazione molte altre attività rivolte agli studenti di tutti i cicli scolari.

Per informazioni e aggiornamento continuo su offerta, tariffe e orari consultare il sito www.acquariodilivorno.it.

Ufficio stampa Costa Edutainment SpA Acquario di Livorno

Tel. 0586/269154-155 stampa@acquariodilivorno.it

lunedì 1 novembre 2010

EFFETTO EL-NINO? NO, EFFETTO ATLANTICO!

 

Nel 2002 uno studio di climatologia sulla corrente del Golfo preannunciava, a distanza di 10 anni una nuova glaciazione. Queste le situazioni previste: Agosto 2012 intense nevicate in val Padana e pericolo valanghe sopra i 1000 metri. Del resto oggi già constatiamo eventi meteo anomali con intense piogge che producono alluvioni e valanghe di fango (dall'inondazione nel centro di Vicenza alla valanga di fango che ha colpito un piccolo centro abitato in provincia di Massa, per passare poi alle violente alluvioni che hanno colpito il Salernitano. Le previsioni fatte al riguardo potrebbero configurare di peggio: una improvvisa e duratura ondata di freddo, che potrebbe costringersi ad abbandonare le auto per altri tipi di veicolo! Queste conclusioni apparentemente bizzarre sono venute fuori dal simposio scientifico internazionale dedicato all'oceano che si è tenuto ad Honolulu nella primavera del 2002. Da questa sede alcuni scienziati hanno sostenuto che nel breve periodo su tutta l'Europa settentrionale si sarebbe scatenata una ondata di gelo, dovuta ad una serie di eventi riconducibili all'oceano atlantico, per i non addetti ai lavori l'atlantico si comporta come un enorme radiatore che influenza la circolazione atmosferica e quindi il clima di tutto l'emisfero nord.

In questo contesto un ruolo importante lo gioca NAO (North Atlantic Oscillation), che è una corrente analoga di El-nino (un fenomeno noto sulle coste del Pacifico meridionale). La NAO la possiamo configurare tra le coste dell'America settentrionale e quelle Europee: non è però un ciclone e neppure un fronte di perturbazioni; si può pensare alla NAO come differenza tra la pressione atmosferica misurabile in Islanda e quella misurabile nelle Azzorre. Quando la pressione è alta sull'Islanda l'indice NAO è negativo: Quando la pressione è alta sulle Azzorre l'indice NAO e positivo. Negli ultimi 15 anni è rimasta in fase positiva, ma, di recente, si è registrato una variazione inversa. Per avere una idea dell'importanza della NAO basti dire che, solo nel nord atlantico le correnti oceaniche scambiano con l'atmosfera una quantità di energia termica equivalente a quella prodotta da 1.000.000 di centrali elettriche, gli oceanografi hanno appurato che periodi di freddo intenso si sono alternati a quelli di tendenza al riscaldamento nel giro di pochi anni: questo perché le correnti sottomarine si sono improvvisamente bloccate. Il blocco di queste correnti si fa risalire alla variazione della salinità del mare, ovvero quando la salinità rallenterà, anche la la corrente del golfo si bloccherà portando il gelo dell'Europa. Il fatto che i ghiacci artici si stiano sciogliendo, insieme alle maggiori precipitazioni dovute al maggior riscaldamento delle fasce tropicali a certamente contribuito a diluire la concentrazione salina, dando l'avvio ad un rallentamento della corrente del golfo. Insieme al fattore oceano va considerata poi l'azione delle polveri vulcaniche, che, partendo dal vulcano Mayon nelle Filippine (2009), proseguendo con quello Islandese Eyjafjallajokull e il vulcano indonesiano Merapi (2010), influenzano in modo determinante la trasparenza atmosferica a quote poste tra i 20 e i 40 km di altezza, aumentando la riflessione dei raggi solari verso lo spazio: in termini pratici diminuisce il calore proveniente dal Sole verso la Terra. A sostegno di questa teoria che i vulcani svolgono una azione climatica importante c'è una ricerca pubblicata sulla rivista dell'accademia americana delle scienze (PNAS), secondo la quale al tempo dei dinosauri furono le numerose eruzioni vulcaniche a scatenare il cambiamento climatico che estinse i grandi rettili.

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Il Merapi mette paura, in fuga tra le ceneri

ANSA, 30 ottobre, 14:51

HARGOBINANGUN (INDONESIA) - Il vulcano indonesiano Merapi, che martedì scorso ha causato la morte di 34 persone, ha ripreso nuovamente l'eruzione la notte scorsa provocando la fuga di migliaia di persone spaventate dalla potenza delle esplosioni che hanno lanciato ceneri incandescenti a circa una ventina di km dal cratere.

L'eruzione del vulcano è una delle due catastrofi naturali che hanno colpito l'Indonesia, dopo il terremoto e il conseguente tsunami che la settimana scorsa ha causato la morte di almeno 451 persone, secondo un nuovo bilancio ufficiale. A più di 1.000 km di distanza dal vulcano, le autorità continuano ad incontrare difficoltà - soprattutto per il maltempo - a portare i soccorsi ai sopravvissuti dello tsunami che ha colpito l'arcipelago di Mentawi, nell'Oceano Indiano.

Svelati i segreti dell’acquario di Livorno

a cura di Enrico Bianchi

AL VIA IL NUOVO PERCORSO “DIETRO LE QUINTE”
ALLA SCOPERTA DEI SEGRETI DELL’ACQUARIO DI LIVORNO

Mercoledì 27 Ottobre, presso l’Auditorium dell’Acquario di Livorno
è stata presentata una nuova opportunità di visita rivolta al pubblico.
Con l’occasione è stato fatto un bilancio dei primi tre mesi di apertura della struttura.
Sono intervenuti:
GIUSEPPE COSTA, Presidente Costa Edutainment SpA
THOMAS MAGLIOCCO, Biologo Coordinatore Acquariologia Acquario di Livorno
I colleghi della stampa sono stati guidati da alcuni esperti di biologia nella visita al nuovo percorso dell’acquario.

Dal 30 ottobre tutti i week end e le festività dell’anno, nuova opportunità di visita guidata per scoprire cosa si nasconde dietro le vasche espositive

Il “Dietro le quinte” arricchisce l’offerta della rinnovata struttura che ha già registrato circa 53.000 visitatori nei primi 3 mesi di apertura

Livorno, 27 ottobre 2010 A partire dal 30 ottobre 2010, l’Acquario di Livorno amplia la propria offerta con il nuovo percorso “Dietro le quinte” attraverso il quale i visitatori sono guidati alla scoperta dei segreti dell’area dietro le vasche espositive. Una nuova affascinante possibilità di visita per un pubblico che ha già mostrato un notevole interesse per la rinata struttura, come dimostrato dai dati di affluenza dei primi tre mesi di attività. Le circa 53.000 persone totali che hanno visitato la struttura dal 31 luglio ad oggi sembrano confermare il trend previsto da Costa Edutainment S.p.A. che stima in 150.000 visitatori l’affluenza annuale della struttura a regime.

Con l’apertura del percorso “Dietro le quinte”, l’Acquario di Livorno arricchisce con un’ulteriore esperienza legata al tema della natura il proprio percorso di visita integrato. La struttura coniuga infatti in un’unica proposta cultura, scienza, arte, natura, emozione ed educazione unendo l’esposizione acquariologica allo spazio adibito alle mostre temporanee. Fino a primavera 2011 la struttura ospita al primo piano la mostra “Il Telescopio di Galileo. Lo strumento che ha cambiato il mondo” ideata dal Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, a cura di Giorgio Strano.

Il “Dietro le quinte” rafforza l’azione di sensibilizzazione ambientale nella quale Costa Edutainment è da sempre impegnata in tutte le strutture gestite attraverso esperienze proposte in stile edutainment con una costante attenzione al visitatore.

Con il nuovo percorso il visitatore, guidato da personale qualificato ed esperto, può scoprire i segreti e le curiosità di ciò che sta dietro le vasche espositive: vasche curatoriali, impianti tecnici estremamente complessi, un’area di controllo destinata al monitoraggio e verifica degli stessi, oltre a locali adibiti alla conservazione e preparazione del cibo e alle analisi chimico-fisiche dell’acqua.

Al percorso "Dietro le quinte" si accede dalla sala Auditorium. Il visitatore si trova nell’area tecnica costituita da cinque impianti, ognuno dei quali dispone di un sistema dedicato di filtrazione, trattamento e controllo della temperatura dell’acqua.

Per prima cosa il visitatore può osservare 15 vasche curatoriali, che costituiscono una sorta di nursery dove le varie specie di animali ospitate nell’Acquario di Livorno crescono fino al raggiungimento delle dimensioni adatte alla vasca espositiva e dove vengono effettuate la quarantena, la profilassi degli animali in arrivo dall’esterno o le eventuali cure mediche di esemplari che necessitano l’isolamento. La particolarità di questa area tecnica è che è dotata di un’ampia vetrata sull’esterno che consente il passaggio di luce naturale preziosa per la riproduzione di un ambiente naturale che fornisce maggior beneficio agli animali.

Successivamente viene illustrato il sistema di filtraggio e trattamento acque, separato per ogni vasca, con cui viene gestita la circolazione dell’acqua nelle vasche. Filtri meccanici, biologici e chimici aiutano ad eliminare i prodotti derivanti dal metabolismo animale e dalla decomposizione degli alimenti. E ancora, scambiatori di calore con la funzione di mantenere costante la temperatura dell’acqua a un valore ben determinato e diverso per ogni ambiente acquatico riprodotto. In particolare, l’Acquario di Livorno è dotato di un sistema di presa a mare costituito da pompe con cui preleva direttamente l’acqua marina: una volta filtrata, questa viene stivata in apposite cisterne, in attesa di reintegrare quella che viene eliminata in seguito alle operazioni di manutenzione e ricambio nelle vasche espositive e curatoriali.

Il “Dietro le quinte” ospita anche una cucina e un laboratorio di analisi. La prima è l’ambiente in cui il cibo viene conservato in due freezer e preparato giornalmente per gli animali. Il laboratorio è il luogo dove vengono effettuate, con l’uso di complessi strumenti, le analisi e i controlli periodici per verificare le condizioni dell’acqua nelle vasche.

Come tappa finale che chiude il percorso, si accede attraverso una scala all’area tecnica sopra le vasche espositive: i visitatori possono ammirare dall’alto il retro della vasca del relitto e delle vasche del percorso mediterraneo e tropicale delle due gallerie Gregotti.

A partire dal 30 ottobre 2010, il percorso “Dietro le quinte” è accessibile durante tutto l’anno nei fine settimana e nei giorni festivi. Le partenze avvengono alle ore 16.00 il sabato, la domenica e le festività. Per verificare gli orari durante il corso dell’anno, consigliamo di consultare il sito www.acquariodilivorno.it.

Il biglietto, che comprende il Dietro le quinte e la visita al percorso integrato della struttura, è acquistabile presso la biglietteria dell’Acquario di Livorno, attraverso il sito www.acquariodilivorno.it tramite prenotazione presso Incoming Liguria (tel. 010/2345.666). In occasione del lancio, fino al 6 Gennaio 2011 il nuovo percorso ha un costo di 16 Euro per gli adulti - 10 Euro per i ragazzi (4-12 anni) e le Scuole - 14 Euro Ridotto (terza età e militari) e Gruppi.

Il percorso ha una durata di 30 minuti più visita libera alla struttura.

A partire dal 1° Novembre fino a Marzo 2011, l’Acquario di Livorno è aperto al pubblico sabato, domenica e festività con orario dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso alle ore 17.15). Dal lunedì al venerdì, è possibile la visita per gruppi e scuole solo su prenotazione. Con un’attenzione particolare alla città di Livorno e ai suoi abitanti, l’Acquario di Livorno prosegue fino al 31 Dicembre 2010 la speciale iniziativa del “Giovedì dei livornesi”: tutti i giovedì di novembre e dicembre dalle ore 14.00 a chiusura, tariffa speciale di ingresso riservata ai cittadini di Livorno € 8,00 Intero - € 5,00 Ragazzi (promozione non cumulabile con altre in corso).

Quasi a festeggiare il “Dietro le quinte”, la struttura annuncia il primo fiocco in vasca: è una piccola razza la prima neonata dell’Acquario di Livorno. Il visitatore ha l’opportunità di vederla nuotare in una delle vasche espositive mediterranee della galleria Gregotti. Nata da uova deposte dalle razze già presenti all’Acquario di Livorno, si tratta di una specie che vive lungo le coste dell’Oceano Atlantico, dalla Norvegia al Senegal e lungo tutte le coste del Mar Mediterraneo. Alla nascita il corpo misurava 3-4 cm, ma nel giro di un mese la sua dimensione è già raddoppiata. Solitamente si trova a profondità che variano dai 20 ai 300 metri su fondali prevalentemente sabbiosi o fangosi, dove si mimetizza grazie alla sua particolare colorazione.

Il “Dietro le quinte” : curiosità

Consumi settimanali di cibo: totale 38 kg suddivisi tra tutte le vasche.

Gli animali ospiti dell’Acquario di Livorno vengono cibati durante la settimana tenendo conto dei fabbisogni nutrizionali di ogni singola specie. Il cibo viene somministrato a giorni alterni considerando mediamente un 10% del peso corporeo.

Principali cibi somministrati: cozze, gamberi, calamari, nasello, sgombro e talvolta integrati con verdure.

Dimensione cibo somministrato: - 4 cm per pesci di grossa taglia come trigoni viola e ricciole

- 2 cm per pesci di taglia media

- 1 cm per pesci di taglia piccola come pesce pagliaccio e castagnola

- trito finissimo diluito in somministrazione per gli invertebrati (es. anemoni, gorgonie).

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