lunedì 6 gennaio 2014

Un disco di materia oscura circonda l'equatore

Un disco spesso tra i 190 e i 70 mila chilometri circonda l'equatore terrestre, rendendo il nostro pianeta più pesante di quanto si ritenesse. E' la tesi cui sono arrivati degli scienziati americani analizzando l'orbita dei satelliti Gps, Galileo e Glonass

 

 

(foto archivio) Arlington (Texas) 04 gennaio 2014 La Terra è più pesante di quanto si pensasse. E la “colpa” sarebbe di un disco di materia oscura che circonda l’equatore. E’ questa l’ipotesi cui sono arrivati gli scienziati Ben Harris e i suoi colleghi dell’università del Texas di Arlington partendo dall’analisi delle orbite dei satelliti che stazionano intorno al nostro pianeta.
La materia oscura è una componente di cui si sa ancora molto poco, visibile soltanto per gli effetti che provoca sulla materia circostante ma non direttamente osservabile con gli attuali strumenti. È stata individuata la sua 'impronta' su circa 10 milioni di galassie in quattro diverse regioni del cielo. Secondo gli ultimi studi dovrebbe comporre circa l'80% della materia dell'intero universo.
Nel suo studio Harris ha calcolato la massa terrestre analizzando le orbite dei satelliti che da questa sono ovviamente influenzati. Più “pesa” la Terra, più la sua gravità attrae i corpi che le orbitano vicino. E i risultati ottenuti sono stati diversi da quelli calcolati sinora. Nelle sue misure Harris ha preso in considerazione la forza di gravità esercitata sui satelliti Gps ma anche su quelli del sistema europeo Galileo e del russo Glonass, ottenendo un risultato tra lo 0,005 e lo 0,008% maggiore di quanto stimato dall'International Astronomy Union. Questo, secondo l'esperto, potrebbe essere dovuto a un largo disco di materia oscura, spesso fra 191 e 70 mila chilometri, situato intorno all'Equatore. La teoria è stata esposta all’ultimo meeting dell'American Geophysical Union.
Se la spiegazione dello scienziato si rivelasse corretta, i satelliti potrebbero rivelare le proprietà della materia oscura, come ad esempio il modo in cui le sue particelle interagiscono l'una con l'altra.

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Il supervulcano Yellowstone potrebbe esplodere a momenti, secondo gli scienziati

 

Il super vulcano sotto Yellowstone Park è davvero un potenziale pericolo per l'umanità.

Gli scienziati dopo avere analizzato nuovamente  la roccia fusa nel super vulcano hanno concluso che l'eruzione non solo è possibile, ma potrebbe anche iniziare senza alcun preavviso.

Le conseguenze di una tale potente eruzione potrebbe spazzare via la civiltà cosi' come le conosciamo. In precedenza gli scienziati  erano convinti che ai super vulcani fossero necessari dei forti terremoti in grado di provocare la rottura della loro crosta e far uscire il magma.

Secondo i risultati di questo nuovo studio, queste improvvise esplosioni potrebbero verificarsi a causa dell'accumulo di pressione. I supervulcani sono considerati come il secondo dei più grandi cataclismi a livello globale,dopo gli asteroidi, che in passato sono stati responsabili dell'estinzioni di massa avvenute e del cambiamento climatico che si sarebbe protratto per un periodo ungo. L'ultima eruzione nota di un supervulcano avvenne circa 70.000 anni fa a Sumatra, in Indonesia.

Essa provoco' un inverno vulcanico facendo cadere una pioggia di cenere che si era dispersa in tutto il globo impedendo ai raggi del sole di arrivare sulla Terra. Nel corso di sei-otto anni, questa cortina di cenere avrebbe generato una piccola era glaciale a livello globale che si sarebbe protratta per oltre mille anni .

L'ultima eruzione del super  vulcano di Yellowstone, nello stato del Wyoming, risale a circa 600.000 anni fa durante la quale venne emessa nell'atmosfera  più di 1.000 chilometri cubici di cenere e lava , circa 100 volte in più rispetto a quando avvenne durante  l'eruzione del Monte Pinatubo avvenuta nelle Filippine nel 1982, provocando un periodo di raffreddamento globale di circa 0,4 ° C. Gli scienziati prevedono che l'eruzione del supervulcano potrebbe provocare un notevole calo delle tempereture di circa 10 °C in  grado di influire sulle temperature globali per almeno un decennio e cambiare le condizioni di vita sulla terra cosi' come le conosciamo oggi.  Gli scienziati hanno analizzato il magma della caldera di Yellowstone, che contiene tra i 200 e 600 chilometri cubi di roccia fusa, per vedere come reagisce alle variazioni di pressione e temperatura. Utilizzando potenti raggi X, i ricercatori hanno rilevato che la densità del magma e' diminuita significativamente nonostante che le temperature e le pressioni risultassero elevate.

Le variazioni di densità tra il magma e la roccia circostante significa che il super vulcano di lava potrebbe produrre una forza sufficiente in grado di rompere la crosta della terra, che consentirebbe la proiezione di roccia fusa e cenere in superficie, come spiegato dal  professor Carmen Sanchez-Valle dell'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo e Jean-Philippe Perrillat il Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica a Grenoble. "

Se il volume di magma è abbastanza grande, potrebbe risalire in superficie ed esplodere come una bottiglia di champagne." (Auguri di Buon 2014).

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, è stato raggiunto attraverso delle attrezzature munite di raggi X sviluppate a Grenoble, in grado di effettuare misurazioni accurate della densità a delle temperature fino a 1700 ° C e pressioni superiori fino a 36.000  volte la pressione atmosferica

normale. Impedire una eruzione del supervulcano non è attualmente possibile, nonostante che gli scienziati stanno cercando di sviluppare alcuni sistemi per il monitoraggio della pressione del magma sotterraneo in modo da prevedere una imminente esplosione.

Tuttavia, il Dott. Perrillat non e' sicuro che il super vulcano possa esplodere in un prossimo futuro. Occorrerebbe infatti almeno un decennio per monitorare la pressione del magma affinche' non salga a  livelli critici in grado di provocare una disastrosa eruzione.

 

Fonte

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