martedì 3 marzo 2009

Senato, se il caffè costa meno I senatori che guadagnano 14mila euro al mese


3 marzo 2009 - 11:48

Senato, se il caffè costa meno I senatori che guadagnano 14mila euro al mese riducono i prezzi del bar interno

Un piatto di pasta al ragù: 1 euro e 50 centesimi, anziché 1,80; roast beef al sangue: 2 euro anziché 2,50 e per finire un bel caffè a 42 centesimi, anziché 50. Qual è il ristorante che offre un pasto completo a 3 euro e 92? La buvette del Senato già costava poco, ma da oggi il listino ha subito un ritocco al ribasso del 20%. Mentre i comuni mortali stentano ad arrivare alla fine del mese e trovano aumenti in ogni dove, i 315 senatori - con i loro 14mila euro mensili - ottengono riduzioni anche al bar. E non si vergognano nemmeno un po'. Anzi. I crolli delle borse, gli aumenti dell'inflazione o del prezzo del petrolio non toccano minimamente i nostri più pagati rappresentanti politici. Ma a che cosa è dovuta questa riduzione? All'appalto di rinnovo del contratto di gestione della buvette.
E mentre i senatori si abbuffano con pasticcini da 46 centesimi ciascuno, il bar dei dipendenti del Senato, al piano di sotto, aumenterà di qualche centesimo i prezzi. I questori di Palazzo Madama rassicurano: le modifiche dei prezzi della buvette non avranno conseguenze sul bilancio. Il costo dei servizi di ristorazione che nel 2008 è stato di circa 1 milione e mezzo di euro, nel 2009 sarà pressoché invariato. Ma quello che salta all'occhio, ancora una volta, è il principio secondo cui la casta dei politici gode di privilegi: in questo caso piccoli, ma certamente striscianti.

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